

ALESSANDRO MORESCHINI
L'ornamento non è più un delitto
Museo Civico Medievale · Bologna
17 Gennaio — 22 Marzo 2026
A cura di Raffaele Quattrone
In L’ornamento non è più un delitto, Alessandro Moreschini entra in dialogo con le collezioni del Museo Civico Medievale di Bologna, creando una relazione tra la pratica artistica contemporanea e oggetti plasmati da storie, funzioni e sistemi simbolici differenti.
Il progetto nasce da un rovesciamento. A più di un secolo dal celebre Ornamento e delitto di Adolf Loos, l’ornamento non è più inteso come qualcosa di superfluo da eliminare, ma come una forma di pensiero: un linguaggio capace di rivelare identità, relazioni e modi di abitare il mondo.
La pratica di Moreschini si sviluppa precisamente all’interno di questo territorio. Attraverso il colore, il pattern e un meticoloso intervento manuale, oggetti quotidiani e forme familiari si trasformano in presenze singolari. L’ornamento non viene applicato all’oggetto come una superficie decorativa; diventa parte della sua identità, attivando uno scambio continuo tra corpo, oggetto e ambiente.

Al Museo Civico Medievale, questa ricerca incontra una collezione nella quale la decorazione è da sempre portatrice di significato. Le opere di Moreschini si affiancano a sculture, frammenti architettonici e manufatti storici senza cercare di imitarli né di entrare in competizione con essi. Al contrario, stabiliscono corrispondenze inattese attraverso il tempo.
La mostra diventa così un esercizio dello sguardo: oggetti antichi e contemporanei si illuminano reciprocamente, facendo emergere affinità, contrasti e gesti ricorrenti. Ciò che ne deriva non è una ricostruzione del passato, ma uno spazio nel quale temporalità differenti possono coesistere.
Per Moreschini, l’ornamento è, in ultima analisi, una pratica di cura. Decorare significa dedicare tempo e attenzione a qualcosa, trasformandolo attraverso un gesto che è al tempo stesso intimo e sociale.
L’ornamento non è un’aggiunta, ma pensiero; non una maschera, ma una rivelazione.


